2.15.2012

Quando il libraio è un distributore automatico

Caso #1
Cliente si avvicina alla cassa e posa un libro sul bancone guardandosi intorno.
Libraia: -Buongiorno.-
Cliente:
Libraia: -Sono 16.15 per favore.-
Cliente non dà segno di aver udito, dopo un po' posa una banconota da 20 sempre senza guardarmi in faccia.
Libraia: -Vuole un sacchetto?-
Cliente guarda fuori dalla porta. Metto il libro in un sacchetto. Sfoglia un libro sul bancone, poi prende il sacchetto.
Libraia: -Grazie e arrivederci.-
Cliente si gira ed esce. Non mi ha mai guardato negli occhi né ho mai sentito il suono della sua voce.

Caso #2
Libraia: -Buongiorno.-
Cliente: -Voglio questo libro.- (porge un foglietto)
Libraia: -Sì, glielo vado a prendere.-
Cliente:
Libraia: -Prego.-
Libraia torna: -Eccolo qua.-
Cliente:
Libraia: -Prego.-
Cliente lo guarda e poi lo posa. Mi guarda. Lo guardo.
Libraia: -Va bene?-
Porge una banconota da 50, per andare sul sicuro dato che non ha guardato il prezzo né me l'ha chiesto.
Libraia: -Grazie. Ecco il resto.-
Cliente:
Libria: -Prego. Vuole un sacchetto?-
Cliente grugnisce annuendo.
Libraia: -Bene, eccolo qua. Prego.-
Cliente prende il libro e si gira, fa per uscire.
Libraia, in un ultimo tentativo speranzoso: -Arrivederci e grazie!-

Il primo tipo di cliente si comporta come se fosse da solo e il libro e il resto apparissero magicamente dal nulla dopo un po' di tempo, il secondo come se stesse interagendo col servizio automatico di Trenitalia, in ogni caso non siamo considerati esseri umani viventi e pensanti.

Nessun commento:

Posta un commento